
In memoria di
Inventore e ingegnere
Serba/Americana
Nato/a a Smiljan, Croazia · Deceduto/a a New York
146 candele accese · 82 dediche
C'era una volta, in un piccolo villaggio della Croazia chiamato Smiljan, un bambino che guardava i temporali con un'intensità quasi ipnotica. Non aveva paura dei lampi che squarciavano il cielo notturno: li osservava come se stesse decifrando un messaggio divino. Quel bambino era Nikola Tesla, e quella curiosità infantile nei confronti dell'elettricità avrebbe cambiato il corso della storia umana.
Nikola nacque il 10 luglio 1856 in una famiglia di tradizioni ortodosse serbe. Suo padre era un sacerdote, sua madre una donna di grande ingegno pratico, nonostante non avesse ricevuto istruzione formale. Forse da lei ereditò quella capacità straordinaria di visualizzare soluzioni complesse nella sua mente, ancora prima di metterle sulla carta. Durante l'infanzia, Tesla fu colpito da una grave epidemia di colera che quasi lo portò via. In quel periodo buio, sviluppò una determinazione ferrea: sarebbe diventato un ingegnere.
La sua formazione fu frammentaria ma appassionata. Frequentò scuole a Gospino, Karlovac e Graz, dove il vero insegnamento arrivò dalla sua ossessione personale. Era il tipo di ragazzo che leggeva ogni libro di fisica che riusciva a trovare, che cercava di smontare ogni oggetto meccanico per capire come funzionasse. A Graz, scoprì qualcosa che lo affascinò profondamente: il generatore a corrente continua di Edison. Ma Tesla, con quella visione che lo contraddistingueva, vide i limiti di quel sistema e immaginò qualcosa di più elegante: la corrente alternata.
Dopo gli anni di formazione, Tesla si trasferì a Praga, poi a Budapest, dove conobbe Anital Szigety, che divenne suo amico e confidente. Fu durante una passeggiata al tramonto nel parco della città che Tesla ebbe quella che lui stesso chiamò "illuminazione": la visione completa del motore a corrente alternata gli apparve davanti agli occhi con chiarezza cristallina. Era come se l'universo gli avesse svelato il suo segreto.
Nel 1884 Tesla arrivò a New York con poco più che il suo genio e il suo coraggio. Lavorò per Thomas Edison, ma presto i due uomini si scontrarono: Edison credeva nella corrente continua, Tesla nel futuro della corrente alternata. Era una guerra di visioni, quella che divenne nota come la "guerra delle correnti". Ma Tesla aveva ragione, e la storia lo avrebbe provato. George Westinghouse, il grande industriale, riconobbe il valore del sistema di Tesla e lo finanziò. L'Esposizione Mondiale di Chicago del 1893 divenne il palcoscenico trionfale dove il sistema di Tesla illuminò l'intero evento con 100.000 lampadine, sconfiggendo per sempre il sogno di Edison.
Ma l'elettricità era solo l'inizio. Tesla brevettò più di 300 invenzioni durante la sua vita. Inventò la bobina che porta il suo nome, quella che produce correnti ad alta tensione. Sperimentò con le onde radio, anticipando la trasmissione senza fili. Ebbe la visione di trasmettere energia wireless attraverso la terra stessa. Costruì la Torre di Wardenclyffe a Long Island con il sogno di fornire energia gratuita al mondo intero, ma il finanziamento si esaurì e il progetto rimase incompiuto.
Tesla era un uomo solitario, affetto da disturbi ossessivi-compulsivi che riempivano le sue giornate di rituali rigorosi. Camminava per 16 chilometri ogni giorno, sempre da solo. I numeri divisibili per tre lo affascinavano. Viveva in hotel di lusso, ma spesso senza denaro per pagare l'affitto. Era ossessionato dalla purezza e dalla simmetria. Eppure, in questa stranezza, c'era la firma del genio.
Negli ultimi anni della sua vita, Tesla visse in povertà e isolamento. Il mondo che aveva contribuito a creare con la corrente alternata continuava a prosperare, ma lui rimase ai margini, dimenticato, quasi invisibile. Moriva il 7 gennaio 1943 in una piccola stanza di un hotel di New York, passato dalla storia come fosse stato solo un fantasma che l'aveva attraversata.
Eppure l'eredità di Nikola Tesla è illuminante, letteralmente. Ogni volta che accendiamo una lampadina, che carichiamo uno smartphone, che usiamo la radio, stiamo vivendo dentro la visione che questo uomo aveva concepito nella sua mente straordinaria più di un secolo fa. Era un sognatore che ha trasformato i sogni in realtà, un inventore che ha regalato al mondo l'energia che lo muove. In fondo, Tesla non era un uomo dimenticato: era semplicemente diventato invisibile, come l'elettricità che scorre nei muri intorno a noi.
Ha acceso una candela
Matteo Serra
Ha acceso una candela
Stefano Russo
La natura ti ha parlato, Nikola, e tu hai tradotto il suo linguaggio in invenzioni concrete che hanno cambiato il corso della civiltà umana.
Rita Martinelli